venerdì 11 gennaio 2013

AULIN TOSSICO, MA IN ITALIA SI VENDE ANCORA.

Ritirato dal commercio in mezza Europa, il principio attivo dell'aulin, la nimesulide, comporta gravissime disfunzioni epatiche. In Italia se ne consuma ancora il 60% della produzione mondiale.


-Redaulinazione- -9 gennaio 2013- L'Aulin è tossico.
Una notizia appurata e confermata da anni. Il suo principio attivo, la
nimesulide è colpevole di molti effetti collaterali, talvolta di gravissima entità, ai danni del fegato.
In 16 paesi europei, è statoritirato dal commercio, a causa della sua pericolosità. I primi a decidere di non commercializzarlo più furono Spagna e Finlandia, nel 2002. Nel 2007 l'Irlanda ha seguito l'esempio, dopo che sei individui, conseguentemente l'utilizzo del medicinale, dovettero essere sottoposti ad un trapianto epatico.
Impossibile da reperire anche negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Canada e Germania, resta in Italia ancora l'antidolorifico più comune e diffuso.
Il nostro Paese, infatti, consuma circa il 
60% della produzione mondiale di nimesulide, nonostante le polemiche al riguardo si siano sprecate.
Nel 2008, il pm Raffaele Guariniello portò alla luce un sistema illecito di passaggio di tangenti a scapito della salute dei cittadini. L'inchiesta, partita nel 2005, nasceva dai sospetti che alcuni test e sperimentazioni condotte sui farmaci generici fossero state truccate.
Tra le documentazioni inserite negli atti in mano al giudice vi fu anche un filmato che ritraeva alcuni funzionari dell'AIFA (Agenzia Italiana del Famarco) che intascavano 
mazzette col fine di evitare controlli sull'Aulin. A seguito dell'indagine i due funzionari Pasqualino Rossi ed Emanuela Bove furono arrestati.
Nel 2010, seguitamente numerosi casi di effetti collaterali al fegato e all'apparto gastroenterico ai danni di pazienti, la Commissione Europea raccomandò ai paesi dell'Unione di “evitare ogni possibilità di uso cronico della nimesulide.”

Articolo tratto da www.articolotre.com

lunedì 7 gennaio 2013

La meditazione entra nell'ospedale di Bologna...

Da febbraio 2013, all’ospedale Bellaria di Bologna partirà, per la prima volta in un ospedale italiano, la sperimentazione di una pratica meditativa che fa parte della tradizione tibetana, il Tong Len, applicata ad alcuni pazienti oncologici. La sperimentazione sarà condotta dall’équipe medica del reparto di Psicologia clinica, guidata dal dottor Gioacchino Pagliaro.
La sperimentazione riguarderà un gruppo selezionato di 80 pazienti: 40 di loro affiancheranno la pratica meditativa alle normali terapie mediche, mentre gli altri 40 continueranno le normali terapie. I due gruppi saranno monitorati nei mesi in cui durerà la sperimentazione e poi, a una distanza di tre e cinque anni, i pazienti coinvolti verranno sottoposti ad analisi del sangue e dello stato psicofisico per valutare le variazioni e le differenze tra i due gruppi.
La notizia è ovviamente di quelle buone, soprattutto per noi, che da anni sosteniamo la necessità di affiancare alle cure mediche le pratiche meditative. È soprattutto il segnale di apertura del mondo della medicina a renderci felici, segnale che ci auguriamo sia seguito da sempre più strutture, con la speranza che vengano finalmente infrante le barriere di diffidenza che spesso caratterizzano lo sguardo del mondo accademico verso questo genere di approccio alla cura e al benessere psicofisico.
Meno bene, però, accogliamo la divulgazione giornalistica di questa nuova sperimentazione, che come spesso capita in Italia è caratterizzata da una disinvolta superficialità nel dare la notizia e nel banalizzare le pratiche millenarie di tradizioni e da uno sguardo che, più che interesse, tradisce quel particolare tipo di indulgenza bonaria con cui di solito ci rivolgiamo ai ragazzini. Ma se nel loro caso è uno sguardo affettuoso, in questo sembra piuttosto mal celare una certa, fastidiosa, superiorità.

giovedì 20 dicembre 2012

Lo sapevi che...

Le mucche da latte vengono alimentate oltre ogni limite per farle arrivare a produrre fino a 40L di latte al giorno. In tal modo i loro corpi si deformano presentando enormi mammelle, muscolatura insufficiente per la enorme mole e, quindi, difficolta' a camminare. Queste mucche che in natura vivrebbero fino a 40 anni, in tali condizioni arrivano non oltre i 7 anni di vita. I vitelli vengono allontanati dalle madri appena nati (non si puo' speecar il latte): a 6 mesi li aspetta il macello. Per ottenere la carne bianca non devono muoversi e pertanto.. sono legati a catene di 30cm. Questo metodo di allevamento sarebbe oggi vietato ma chi controlla? Come tutti gli animali destinati al macello devono crescere in fretta ed oltremisura: l'utilizzo di anabolizzanti (ormoni e beta agonisti) e' consuetudine. Incapaci di camminare per le eccessive misure raggiunte in tutta fretta, si avvieranno presto al macello. I maschi di gallina ovaiola non servono. Non producono uova, crescono troppo lentamente per poterne ottenere carne con un buon profitto e pertanto... appena escono dalle uova, i maschi vengono separati dalle femmine e triturati vivi.
Il buon petto di pollo si ottiene allevando gli animali in ambienti talmente stretti che i due terzi della loro vita e' trascorsa nell'immobilita'x la selezione genetica che permette l'innaturale sviluppo del petto fa crescere questi animali ad un ritmo 3 volte superiore rispetto alle galline ovaiole, le zampe non reggono e si spezzano, le patologie sono talmente tante che l'utilizzo di antibiotici e' massiccio.

Tratto da articolo su www.animalisti.it

giovedì 29 novembre 2012

PILATES MAT WORK



“... in 10 sedute ti senti meglio,
in 20 sedute migliori il tuo aspetto fisico,
in 30 sedute avrai un corpo completamente nuovo”

Queste parole di Joseph Pilates esprimono l’essenza del suo metodo che si contraddistingue per la precisione, il controllo e l’efficacia. Grazie a tale ginnastica, si acquisisce una maggiore consapevolezza del proprio corpo. Il metodo Pilates si basa inoltre su movimenti regolari, facili da imparare e senza inconvenienti per chi li pratica; corregge le asimmetrie e le debolezze croniche per costruire un buon equilibrio corporeo e prevenire ulteriori danni. Può essere praticato da tutti nonostante l’età.

“...La cosa importante non è ciò che stai facendo, ma come stai eseguendo ciò che fai”.

Il metodo Pilates si fonda su sei principi di base
  1. corretta respirazione per migliorare ogni movimento
  2. ricerca della stabilità del centro del corpo (situato tra addome e schiena)
  3. concentrazione durante ogni esecuzione dell'esercizio
  4. controllo dell'intensità, dell'ampiezza e della velocità di ciascun movimento
  5. precisione nelle posizioni di partenza e di arrivo dell'esercizio
  6. fluidità intesa come armonia del movimento ovvero coordinazione

Propongo sessioni individuali e collettive.